Recensione: Io sono una famiglia, il gabbiano.
consiglio del giorno☀️
TITOLO: Io sono una famiglia, il gabbiano
AUTORE: Liz Chester Brown ( @lizchesterbrown ).
GENERE: Narrativa
EDITO: Self Publishing
PAGINE: 240
DATA DI PUBBLICAZIONE: 30 Novembre 2019
VOTO: 3.25/5 🌟
«Amarsi non vuol dire guardarsi negli occhi ma guardare nella stessa direzione» lo ripeteva spesso mio padre..
-
Buon pomeriggio cari lettori, come state? Spero bene ❤️
#quotes Il vostro ultimo libro letto?
Il mio è “Io sono una famiglia, il gabbiano” di cui vi porto la recensione. Ringrazio di cuore l’autrice per la collaborazione e la copia cartacea.
La storia è incentrata sulla vita di Arianna, dall’infanzia fino all’età adulta.
La sua vita, quella di sua sorella Ginevra e suo fratello Emanuele sono state condizionati dai vari problemi familiari, in particolare modo dai comportamenti assurdi della madre.
La narrazione inizia nel presente e subito dopo il prologo abbiamo un lungo flashback, che rappresenta un aspetto fondamentale all’interno della storia, essendo che per capire chi è l’ Arianna adulta è importante risalire e capire chi è l’Arianna bambina. Si tratta purtroppo di un infanzia tutt’altro che perfetta e non felice. Se non grazie all’aiuto di poche persone. Infatti si trova a vivere sotto due forze differenti: quella della madre e del padre.
La madre Ada è una figura oscura, distruttiva e manipolatrice. È stato il personaggio che più ho odiato. Il padre Francesco invece è tutto il contrario, una persona generosa, sempre presente per i suoi figli e buona. Lui invece è stato il mio personaggio preferito, dai comportamenti mi ha ricordato tantissimo mio padre.
Rispetto alla prima parte del libro che non mi è piaciuta (l’ho trovata troppo faticosa da leggere) la seconda parte invece è stata più scorrevole. Mentre leggevo mi chiedevo spesso il perché Francesco non si desse una risvegliata, sicuramente meritava molto di più ma la cosa che più mi ha colpito di lui, ed è anche da ammirare, e che ogni cosa che faceva e tutte le sue scelte riguardavano i suoi figli. Ad esempio: come si prendeva cura di loro, come gli faceva divertire, tutto ciò che organizzava per renderli felici. Ed è grazie all’amore di suo padre che Arianna ha ricevuto un po’ di forza e amore per cercare di prendere le distanze dalla madre e di diventare la donna e la madre migliore di quanto lo sia stata la sua.
Nonostante non mi sia piaciuto più di tanto, lo consiglio soprattutto per coloro che molto spesso devono affrontare le varie difficoltà famigliari che vivono ogni giorno, potrebbe essere utile nella crescita. Voglio anche ricordare che ogni persona possiede pensieri soggettivi. Una cosa può piacere come no. Sicuramente è un libro che fa riflettere: fa capire quanto sia veramente importante l’affetto per la crescita di una persona.

Commenti
Posta un commento