Recensione: La cura del Dolore.

consiglio del giorno☀️

TITOLO: La cura del Dolore

AUTORE: Nicola Pesce ( @nicolapescehimself).

GENERE:  Narrativa contemporanea, Psicologia.

EDITO:  Edizioni NPE

PAGINE: 94

DATA DI PUBBLICAZIONE: 11 febbraio 2021

VOTO: 4/5 🌟 

“[...] Quanto tempo era passato? Quanto ci era voluto per imparare quella lezione? Aveva speso tutta la vita per liberarsi dal dolore.” 

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Buongiorno cari lettori, come state? Spero bene. Oggi sono qui per portarvi la recensione di un mini libricino in collaborazione, ringrazio ancora di cuore l’autore per la copia cartacea. D
omanda importante, come affrontate il dolore di solito? siete liberi di sfogarvi nei commenti e se avete bisogno di una persona con cui parlare non esitate a scrivermi. ❤️

Io tendo alcune volte a isolarmi da tutti, spengo il telefono e ritorno alla vita reale dopo un paio di giorni. Ho bisogno di stare da sola tra me e il mio dolore. Ma quello che piano piano riesco a capire è che tendenzialmente il stare da sola non mi aiuterà ad affrontare la situazione meglio. Appunto per questo ringrazio quelle 4 persone che mi stanno sempre accanto e mi aiutano ad affrontare tutto con più leggerezza. Circondatevi di persone che vi facciamo stare sempre bene e mai il contrario. Parlando del libro, la storia  vede come protagonista Henry che ha sempre fatto di tutto per compiacere gli altri. L’autore ci vuole mostrare come la società sia incentrata solo sul potere, tanto che questo ha portato a smettere di accettare il dolore di ognuno di noi. E prima fra tutti del nostro protagonista. Cosa che mi sono rispecchiata in questo, perché anch’io tempo fa agivo nelle situazione pensando sempre agli altri e mai a me stessa. Chiedendomi se era la cosa giusta da fare. La risposta l’ho capita dopo un po’ che era negativa, tutto quello che facevo non mi rendeva felice. E per fortuna questa parte di me poi è iniziata più a sfumare verso me stessa, a prescindere dalla situazione in cui mi trovavo. 

Ritornando alla storia, il protagonista si ritroverà catapultato all’interno di un istituto dove dei “burocratici” lo porteranno all’estremo, sottoponendolo a tortura sia psicologiche che fisiche. 

Stile particolare e apprezzatissimo. Il libro essendo corto (conta 94 pagine) si legge in modo scorrevole, ti cattura dalla prima all’ultima pagina. E credo che nel titolo è racchiusa tutta l’essenza del libro. 

Attraverso queste poche pagine possiamo trovare un lungo cammino di metafora sulla società e il protagonista. Henry si ritroverà bloccato tra le sue paure, imprigionato dalla sua stessa vita.. 

Il libro va letto e capito, quindi mi fermo qui. Anche perché non vorrei farvi degli spoiler. 

Una cosa che ho apprezzato molto sono stati i ringraziamenti. Le persone tendono a sopravvalutarli. Ma leggendoli mi sono sentita più vicina allo scrittore. 

 Consigliato!🖤

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